Quattro ordini di custodia cautelare in carcere, due arresti domiciliari e tredici indagati: è il bilancio dell’operazione della polizia genovese contro gli ultras di Genoa e Sampdoria che il 23 settembre, giorno in cui si teneva il derby, si erano affrontati vicino allo stadio. Circa duecento persone si erano scontrate provocando vari danni [cassonetti rovesciati e macchine danneggiate], abbandonando poi spranghe e coltelli. Questa mattina sono state perquisite 22 abitazioni, nelle quali sono stati trovati mazze, bastoni, manganelli, una sciarpa insanguinata e una bandiera nazista. Subito dopo il derby era stato fermato un tifoso, membro della brigata Speloncia.
«In gran parte–ha detto il questore di Genova, Salvatore Presenti–sono disoccupati, con qualche operaio. Non hanno una particolare connotazione politica e non ci risulta facciano parte di movimenti di estrema destra», ha aggiunto nonostante il ritrovamento di alcuni oggetti neonazisti. I reati contestati sono «rissa aggravata, lesioni aggravate, porto abusivo di armi improprie e altro».






