Le camere penali contro il pacchetto sicurezza

Durissime le critiche dell’Unione delle camere penali al pacchetto sicurezza varato dal governo Prodi ed entrato in vigore lo scorso primo novembre. In un convegno organizzato venerdì mattina nell’aula magna della Corte d’appello di Roma, i rappresentanti degli avvocati penalisti di tutta Italia hanno discusso delle nuove norme. Il convegno aveva un titolo molto indicativo, «Contro ogni deriva autoritaria». Il presidente dell’Unione delle camere penali Oreste Dominioni ha spiegato che la critica al pacchetto sicurezza nasce dalla necessità di difendere la Costituzione: «Contestiamo assolutamente nel merito il cosiddetto pacchetto sicurezza–ha detto Dominioni–Contiene gravi e indiscutibili violazioni della Costituzione, che non sono consentite mai, anche in situazioni di maggiore emergenza». Al centro delle critiche degli avvocati penalisti, ci sono alcuni provvedimenti qualificanti del pacchetto approntato dal ministro dell’interno Giuliano Amato: i motivi imperativi richiamati nel decreto legge per giustificare le espulsioni sono, secondo Dominioni, «piuttosto vaghi»; inoltre, l’espulsione di una persona per la condotta di un suo parente, prevista nel decreto, è «una violazione del principio di responsabilità personale» e infine «non è prevista la convalida di un giudice al provvedimento coattivo deciso dal questore».
La critica dell’Unione delle camere penali, riassunta in un documento distribuito tra i partecipanti all’assemblea di Roma, attacca ancora «la mistificazione che si aggira dietro l’impostazione del pacchetto sicurezza», fatto di norme coercitive e inutili.

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