Consumatori alle stelle, fallimento proibizionista

Il consumo di droghe nell’Europa del probizionismo cresce anno dopo anno. Ecco quanto emerge dalla relazione annuale dell’Osservatorio europeo di Lisbona sulle droghe e le tossicodipendenze presentato oggi a Roma alla presenza del ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero.
La cocaina è la sostanza stupefacente emergente. Il suo consumo è aumentato nell’ultimo anno, facendone la sostanza illegale più consumata dopo la cannabis e prima dell’ecstasy e delle anfetamine. Il dato emerge dal rapporto annuale dell’Osservatorio europeo, da cui emerge, appunto che a fronte di una certa «stabilizzazione» del consumo di cannabis aumenta, invece il consumo di cocaina. Sarebbero circa 4,5 milioni gli europei [di età compresa tra i 15 e i 64 anni] che hanno fatto uso di cocaina nell’ultimo anno, contro i 3,5 milioni dell’anno precedente. «Il quadro generale riferito lo scorso anno, che indicava una situazione in via di stabilizzazione, è messo in discussione dai nuovi dati che mostrano un incremento generale del consumo», spiega il rapporto, che parla di 400 decessi nello scorso anno in tutto il continente. La maggior parte della cocaina sequestrata in Europa arriva all’America latina oppure attraverso l’America centrale e i Caraibi, mentre i paesi dell’Africa occidentale vengono utilizzati sempre più spesso come rotte di transito.
C’è poi il consumo diffuso della cannabis, che ha ben altre conseguenza. Secondo l’indagine, «quasi un quarto di tutti gli adulti [circa 70 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni] ha provato la cannabis almeno una volta nella vita». Tra i paesi che si collocano in testa alla classifica dei consumi di cannabis, i dati relativi alle tendenze recenti indicano che le percentuali si sono stabilizzate o stanno iniziando a diminuire in Spagna, mentre sono precipitate di circa 3-4 punti percentuali in Repubblica ceca, Francia e Regno Unito.
Quanto alle altre droghe, il rapporto pubblicato a Bruxelles segnala in Europa 9,5 milioni di adulti che hanno provato una volta l’ecstasy. L’Italia si piazza al centro della classifica di consumatori di mdma. Per le anfetamine, e anche qui l’Italia è nella media, si registrano 11 milioni di consumatori «una tantum», 2 milioni nell’ultimo anno e un milione nell’ultimo mese. Infine gli oppiacei [cioè soprattutto l’eroina] il documento indica un «consumo problematico» che ha causato più di 7500 decessi.
Secondo l’Osservatorio, «potrebbero esserci 200 mila europei con un’infezione da virus Hiv che in passato hanno fatto uso di stupefacenti». A questo si aggiunge quella che il rapporto definisce «l’epidemia nascosta» di epatite C. Altro dato allarmante, tornano a salire i decessi per overdose.
Insomma, la strategia decennale dell’Onu sulle «droghe illecite», che nel 1998 si propose di raggiungere la loro «soppressione o significativa riduzione» entro il 2008 è naufragata in un mare di consumi nuovi e comportamenti costretti alla marginalità e alla clandestinità. Nel marzo prossimo di questo fallimento si occuperà la riunione della Commissione sulle droghe narcotiche, ma la valutazione vera e propria della strategia decennale avverrà nella conferenza di Vienna del 2009.
Paolo Ferrero ha ricordato che «ad un anno e mezzo di distanza dall’insediamento del governo non si è ancora riusciti a discutere in consiglio dei ministri una modifica della Fini-Giovanardi che impedisce di fare una seria politica di lotta alle droghe, perché banalmente impedisce di attuare seriamente una politica di riduzione del danno che funziona nel resto d’Europa, nonostante vi sia una proposta mia e del ministro della salute. Ciò rappresenta un problema politico». Per il ministro è grave anche che non si riesca a discutere di una legge che vieti la pubblicità e che fissi alcuni elementi chiari sugli alcolici.

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