Verrà presentato domani mattina in Consiglio dei ministri il disegno di legge, voluto dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, contro la prostituzione ma è già alto lo scontento verso il testo che rinnova la legge Merlin del 1958. «Il Coordinamento e osservatorio delle Unità di strada/Unità mobili nell’ambito della prostituzione» ha infatti inviato una lettera aperta ai ministri interessati dal provvedimento, in cui contesta alcuni punti del disegno.
Le associazioni si oppongono decisamente al potere, concesso ai sindaci, di estendere il divieto di prostituzione oltre le aree già stabilite a livello nazionale, luoghi di culto, scuole ed ospedali. Il coordinamento lamenta anche la scarsa ‘applicabilità pratica’ della norma che inasprisce le pene per gli sfruttatori di minorenni: è troppo difficile determinare con esattezza l’età delle vittime e si aprirebbero «pericolosi spiragli a un’applicazione eccessivamente discrezionale della norma». Nel mirino anche l’istituzione del reato di «prostituzione coattiva», che non apporta miglioramenti nella tutela delle vittime. Il disegno di legge, che in generale aumenta le pene per chi gestisce il racket della prostituzione, prevede anche l’istituzione di un Fondo nazionale per avviare percorsi professionali per le donne e gli uomini che intendano abbandonare la strada. Il fondo piace agli operatori del settore che però chiedono di cambiarne la denominazione.






