E’ stato scarcerato ieri sera Simone Righi, il ragazzo bolognese detenuto dal 7 ottobre a Cadiz, in Spagna, per resistenza e aggressione, reati imputati senza alcuna prova. Simone, partito con la compagna per un giro della Costa sud della penisola iberica dopo aver affrontato un intervento al braccio per l’asportazione di un carcinoma, si è ritrovato catapultato, dopo la lotta con la malattia, in una situazione kafkiana. Giunto a Cadiz, Simone e Giovanna hanno affidato il loro tre cani a un canile di Puetro Real, «El Refugio». Tornati a prenderli 4 giorni più tardi, i due ragazzi bolognesi scoprono che la cagnetta più piccola è morta e degli altri due non c’è più traccia. «El Refugio» era già stato segnalato alle autorità per maltrattamento sugli animali, e a una verifica della polizia locale vengono rinvenuti diversi cani uccisi. Dopo aver sporto denuncia, Simone e Angela, insieme a delle associazioni animaliste spagnole, manifestano per la chiusura del canile. E’ il 7 ottobre: la polizia carica i manifestanti e picchia Simone, che viene arrestato con l’accusa di aver aggredito la sindaca di Cadiz, Teofila Martinez. Nonostante lei stessa smentisca l’aggressione, Simone – dopo 4 giorni di isolamento – viene lasciato in carcere, con un rischio reale per la sua salute, poiché il giudice teme che possa fuggire. Nel frattempo il canile viene chiuso proprio per i motivi che Simone denunciava. Ma la dimenticanza peggiore è stata quella dell’Italia: nonostante due interrogazioni parlamentari e una lettera al Ministro D’Alema, Simone è restato abbandonato in carcere per oltre un mese, per un aggressione mai commessa.
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