L’Unione europea lo chiedeva da tempo, perché l’Italia insieme a Malta e all’Estonia, non ne aveva ancor adottato uno.
E’ il Piano nazionale di azione sulle droghe che oggi è stato approvato dal Consiglio dei ministri.
Il Piano è stato messo a punto dal ministro per la solidarietà Paolo Ferrero che ha annunciato «entro la fine dell’anno una discussione politica sul disegno di legge».
Il piano nazionale definisce 66 interventi a tutto campo da effettuare entro il 2008 per contrastare le dipendenze sia da sostanze stupefacenti, ma anche dall’alcool, doping e gioco d’azzardo.
Questi interventi o «azioni» sono suddivise in cinque ambiti: coordinamento, riduzione della domanda, riduzione dell’offerta, cooperazione internazionale, informazione, formazione, ricerca e valutazione.
«Come spiega ancora Ferrero l’impostazione del Piano «è semplice e prevede il coordinamento delle diverse azioni delle diverse amministrazioni. Cerchiamo di avere Ministeri, Regioni, Comuni e Asl che lavorano con un’impostazione coerente per socializzare le buone pratiche ed evitare sperequazioni tra le diverse aree, nonchè garantire che i servizi siano adeguatamente finanziati. L’obiettivo è quello di diffondere le buone pratiche ed evitare sperequazioni tra diverse zone del territorio nazionale. Questo pone il tema delle risorse: il problema è infatti garantire che i servizi siano adeguatamente finanziati».
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