Sono stati condannati a quattro mesi di reclusione con pena sospesa per aver occupato nell’ottobre dello scorso anno lo stabile ex Zuffo, di proprietà del Comune di Trento e inutilizzato da quindici anni. Cinque attivisti trentini sono stati giudicati colpevoli di aver dato vita al centro sociale Bruno. «E’ assurdo che si condannino cinque persone quando il centro sociale Bruno, non solo all’ex Zuffo ma anche nei successivi Mayer e ex Dogana (gli altri stabili occupati dai militanti del Bruno, ndr), è frequentato da centinaia di persone» dice uno dei condannati uscendo dall’aula. Secondo l’avvocato Nicola Canestrini «la Questura ha riconosciuto solo chi conosceva già, sempre i soliti». A testimoniare in favore degli imputati c’erano anche lo storico Vincenzo Calì, l’ex vicepresidente della Provincia di trento Walter Micheli, che facevano parte del gruppo dei Garanti del centro sociale e che avevano proposto una trattativa con il Comune. «Siamo ancora ‘illegali’ all’interno degli stabili della provincia di via Dogana–spiegano gli occupanti–Sarebbe opportuno che la politica dei palazzi riconoscesse che il Centro sociale Bruno è una parte essenziale di questa città».






