I promotori della campagna per l’abolizione dell’ergastolo «Mai dire mai», qualche mese fa, non immaginavano che avrebbero lanciato un’iniziativa di quel tipo tra i deliri della politica e dei «grandi media» sulla sicurezza. Anche per questo, un gruppo di detenuti ergastolani di Spoleto ha scelto di promuovere, da sabato primo dicembre, uno sciopero della fame ad oltranza a sostegno della campagna. L’iniziativa punta, tra le altre cose, a sollecitare il presidente e i capogruppo del Senato perché la discussione del disegno di legge [prima firmataria Maria Luisa Boccia, Prc] sull’abolizione dell’ergastolo venga effettuata prima possibile.
Molte associazioni hanno annunciato il sostegno alla campagna, tra cui Pantagruel, che ha dato la sua disponibilità per aprire una sezione speciale nel proprio sito internet [www.informacarcere.it] per raccogliere gli scritti degli ergastolani e della società civile. Secondo altre associazioni, tra cui Papillon [cui aderiscono 7.000 detenuti di 52 istituti di pena italiani], l’impegno dei promotori di «Mai dire mai» è da apprezzare, ma non tutte le proposte del disegno di legge sembrano condivisibili, a cominciare dalla quelle sulla «detenzione speciale», cioè l’allungamento della pena che può arrivare fino a 38 anni, e quelle sul ruolo della magistratura di sorveglianza.
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