Una nuova crisi di nervi della maggioranza, oggi pomeriggio al senato, dove si vota il pacchetto sicurezza, ovvero il decreto legge emanato lo scorso primo novembre dal ministro dell’interno Giuliano Amato. Il pacchetto, contestato per le sue implicazioni giuridiche e sociali dalla sinistra, contiene le norme approvate sull’onda della campagna mediatica scatenata dall’omicidio di Giovanna Reggiani. Tra queste norme, alcuni articoli che violano – stando alle analisi dell’Unione delle camere penali – la costituzione e i trattati europei, perché prevedono punizioni anche per i parenti di presunti colpevoli e l’espulsione anche solo per «pericolosità». Giovanni Russo Spena, capogruppo dei senatori di Rifondazione comunista, ha detto che se in aula saranno approvati gli emendamenti «aggravanti» proposti dalle destre, il Prc potrebbe non votare il pacchetto «anche se il governo decide di mettere la fiducia». In un’intervista apparsa martedì sul quotidiano Liberazione, Russo Spena spiega che nell’ultima riunione della commissione affari costituzionali, che non ha trovato l’accordo sul testo finale da presentare in aula, era stata individuata una mediazione a proposito delle espulsioni di cittadini dell’Ue. La mediazione – politica e non solo tecnica, secondo Russo Spena – riguarda la possibilità che i cittadini da espellere non passino «solo» attraverso i Cpt, sorte che rimarrebbe riservata ai cittadini di paesi non della Ue. Dato il valore politico della campagna per la «sicurezza» nella nascita del Partito democratico, il voto di oggi, però, potrebbe precipitare come un macigno sulle tensioni nella maggioranza di governo.






