L’istituzione di un registro per le unioni civili, che esiste già in trenta città italiane, non piace al Vaticano. Così, nella città dei papi, la trattativa è naufragata dopo l’incontro tra Veltroni e il segretario di Stato Vaticano, che ha posto il veto contro la discussione in Campidoglio di due delibere che chiedono un registro comunale per le coppie di fatto. E mentre il sindaco propone di sostituirle con un più generico ordine del giorno [privo di effetti pratici], le forze democratiche e laiche della città scendono in piazza per la fiaccolata organizzata dai radicali e dal movimento lgbtq. L’iniziativa, che si terrà oggi dalle 18 in Piazza del Campidoglio, è stata indetta per protestare contro «l’ingerenza vaticana nella politica italiana e nelle unioni civili al Comune di Roma», affermano i promotori. Le due delibere, infatti, una di iniziativa consigliare e l’altra popolare presentata dai radicali il 5 giugno con oltre 10 mila firma, pur essendo iscritte all’ordine dei lavori non sono state ancora né discusse né votate. Nel frattempo, invece, è spuntata una «terza via», suggerita dall’assessore al personale Lucio D’Ubaldo che lancia l’idea di un più neutro registro delle «solidarietà civili». La proposta non è piaciuta ai radicali che ribadiscono: «Il testo va discusso e votato a norma di statuto entro sei mesi, e poi semmai bocciato».






