Al governo italiano chiedo giustizia

Abou Elkassim Britel, l’unico cittadino italiano, a quanto si sa, vittima di extraordinary rendition è in sciopero della fame dal 16 novembre nel carcere di Äin Bourja, Casablanca.
La sua protesta per un miglioramento delle condizioni di detenzione e contro atti di grave violenza passati e attuali, è oggi finalizzata ad ottenere la sua liberazione, come preannunciato lo scorso 19 novembre.
Mio marito ha sottoscritto ed inoltrato una precisa dichiarazione in tal senso al Ministero di Giustizia marocchino il 3 dicembre.
La sua decisione è ferma e motivata. La preoccupazione per la sua vita è molto seria, ma, lo ribadiamo, questa è l’unica azione possibile.
Abou Elkassim Britel subisce dal 2002 fatti di inaudita gravità sul piano dei diritti umani e civili.
Il caso è seguito da diverse Ong internazionali.
Cito solo gli interventi più recenti: Amnesty International ha inserito la vicenda di Abou Elkassim Britel nel rapporto sull’Italia al Comitato Onu contro la tortura in aprile 2007; Fair Trials International ha scritto, il 14 novembre 2007, ai Ministri D’Alema e Mastella per sostenere il rilascio immediato.
A febbraio 2007, il Parlamento europeo « sollecita il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l’immediato rilascio di Abou Elkassim Britel » nella ‘Risoluzione sul presunto uso dei paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri’.
Chiedo che il Governo italiano si attivi immediatamente, per rendere, alla sua vita e alla sua famiglia, questo suo cittadino ed evitare una conclusione drammatica della quale sarebbe comunque responsabile.
E che ci venga data una risposta, anche personale, perché il perdurare di questo silenzio nei nostri confronti non fa che accrescere la nostra angoscia

Tags assegnati a questo articolo: Marocco, Kassim

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