«Sia chiaro fin d’ora che non dimenticheremo, in occasione delle prossime elezioni politiche, chi tra qualche giorno intenderà cancellare le norme antidiscriminatorie contenute nel decreto sicurezza. Se, come ha detto Benigni, questa maggioranza ha vinto grazie al voto di 24 mila coglioni gay, assicuriamo da oggi che molti e molti di più di costoro non si faranno più gabbare». Con queste parole Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell’ArciGay, apre un comunicato durissimo contro l’attuale maggioranza, dopo le prese di posizione in Senato delle componenti cattoliche, a volte apertamente omofobe – viene citato il caso della senatrice Paola Binetti dell’Ulivo. L’ArciGay ricorda con preoccupazione che l’Italia sta diventando un paese dove è difficile vivere per le persone glbtq. E Mancuso sottolinea che questi temi, che incidono sulla vita concreta delle persone, vengono trattati dai politici «con disprezzo intriso d’oggettiva ignoranza e pregiudizio».






