C’è voluta una intera settimana di profonda riflessione, ma alla fine anche il consigliere regionale veneto Mariangelo Foggiato deve aver compreso che il nazismo non è poi quell’ideologia così piena di «buone cose, anche nelle sue misure più drastiche» di cui va a parlare nei salotti televisivi. I
n una conferenza stampa a palazzo Ferro Fini, sede veneziana del consiglio regionale, il portavoce del Partito del Nord Est [Pne], ha fatto pubblica ammenda e chiesto scusa «alle vittime e ai familiari che involontariamente ho offeso», precisando che «non era mia intenzione esaltare la degenerazione di questa ideologia condannata dalla storia». Nessuno in sala gli ha chiesto: «Esiste anche un nazismo non degenerato?».
Il caso era nato in una trasmissione di Telenordest, la tv dello scomparso Giorgio Panto re degli infissi, sponsor di indimenticabili trasmissioni come Colpo Grosso, patron di televisioni regionali, fondatore di partiti federaldestrorsi, come appunto il Pne, e «Berlusconi dei poveri».
Negli studi di Telenordest – dove era a dir poco di casa – il consigliere regionale Foggiato, impegnatissimo ad accusare leghiesti e alleatinazionalisti di mollezza e troppa tolleranza nei confronti di extra comunitari, lavavetri, graffittari, rom e poveri cristi in generale, si era lasciato andare a dichiarazioni filo naziste giudicate dai più «eccessive».






