Bertinotti scrive a Carta per rispondere agli ergastolani

Pubblichiamo la lettera del presidente della camera, Fausto Bertinotti, con la quale risponde alla richiesta di sostegno degli ergastolani che nelle scorse settimane avevano promosso uno sciopero della fame per chiedere al parlamento di discutere qunto prima il disegno di legge [prima firmataria Maria Luisa Boccia, Prc] sull’abolizione dell’ergastolo. I promotori della protesta, intanto, hanno interrotto lo sciopero, ma la protesta è diventata una campagna nazionale [www.informacarcere.it].

«Dopo aver letto su Carta la lettera aperta a me indirizzata, attraverso lo stesso giornale vi invio la mia risposta.
Nella vostra lettera c’è il racconto di una lotta e di una sofferenza che parla di un grande problema irrisolto. Il primo compito delle istituzioni è non girarsi da un’altra parte per ignorare un problema difficile ma invece prestare attenzione ed ascolto alla sofferenza e alle istanze che da esse prendono corpo. Il tema del rapporto tra la gravità del reato, la pena e il reintegro nella società è, nel paese di Beccaria, degno della massima attenzione. Del resto l’Italia si è distinta assai positivamente nella battaglia su scala mondiale per la moratoria sulla pena di morte sino a conseguire l’importante successo col voto alle Nazioni unite.
La richiesta di esame nelle Commissioni e nell’Aula parlamentare del disegno di legge che affronta il tema dell’ergastolo è dunque pienamente legittima.
Tuttavia, per non dar luogo a facili illusioni su una questione così delicata, ho il dovere di ricordarvi che non è tra le facoltà del Presidente della Camera quella di calendarizzare un disegno di legge, calendarizzazione che è invece soggetta ad un preciso regolamento. Esso prevede che perché una proposta di legge possa essere portata nella riunione dei Capigruppo di tutte le forze politiche, che è l’organismo titolato alla programmazione dei lavori, è necessario che, prima, abbia completato tutto il suo iter nelle Commissioni parlamentari interessate all’argomento.
Capisco che l’acutezza con cui vivete il problema possa farvi considerare con impazienza le regole parlamentari, ma ad esse è ovviamente vincolato, proprio per la sua funzione di garante, il Presidente della Camera dei deputati.
Vi assicuro, tuttavia, tutta la mia attenzione al problema che sollevate anche con la vostra lotta.
Cordialmente
Fausto Bertinotti, presidente della Camera dei deputati».

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