Clemente Mastella ha un certo stile e un grande senso del «momento opportuno». L’inchiesta sulla presunta tentata concussione attribuita alla moglie Sandra Lonardo, presidente del consiglio regionale della Campania, oltre che a due assessori regionali dell’Udeur e al sindaco di Benevento, potrebbe trasformarsi come per magia in un’opportunità. Il governo è fragile, e per di più lo è proprio in Campania per le proteste contro la gestione commissariale del ciclo dei rifiuti. Antonio Bassolino tra meno di un mese sarà parte del processo partito dall’inchiesta sugli appalti dell’ecoballe e dell’inceneritore di Acerra e il principale alleato del Pd in Campania, l’Udeur, è stato decapitato: sotto inchiesta non è solo Lonardo [numero due delle istituzioni regionali] ma gran parte del vertice del partito. Napoli e Roma sono vicinissime. L’alta velocità con cui Prodi ha respinto le dimissioni di Mastella, senza nemmeno dire una parola sul discorso che il ministro della giustizia ha fatto in parlamento, sono sintomatiche. La responsabilità penale è personale, quella politica è opinabile, quindi Mastella forse non avrebbe dovuto dimettersi, come invece dovrebbero fare, per ragioni diverse, tanto Lonardo quanto Bassolino. Ma siccome Mastella ha un certo stile e un grande senso del momento opportuno, le dimissioni, il modo con cui sono state annunciate non meno che l’atto in sé, possono diventare il pretesto per una contrattazione più ampia. C’è da scommettere che sul piatto della bilancia ci sarà anche la tenuta del governo regionale campano tanto debilitato dal braccio di ferro con i cittadini sulla questione rifiuti da rischiare di trascinare in discarica anche il governo Prodi.
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