Il «giorno dopo» di Prodi e Mastella

Il «giorno dopo» del presidente del consiglio Romano Prodi si consuma negli interventi alla camera e al senato; quello dell’ex ministro della giustizia, invece, davanti a una folla di cronisti arrivati a Ceppaloni [Benevento]. Prodi difende Mastella «che si è comportato con onore» e promette, da ministro della giustizia ad interim, di «rispettare la presunzione d’innocenza e l’indipendenza della magistratura», L’interim, assicura Prodi, sarà breve, in attesa del ritorno di Clemente, a cose chiarite. Mastella, dal suo feudo politico, alterna bastone e carota: promette «appoggio esterno» al governo, ma fa sapere che sarà «molto esigente», tanto a Roma quanto a Napoli dove «le cose non potranno essere come prima». L’affondo non risparmia la magistratura. Mastella ha invitato gli italiani a «fidarsi» dei giudici bravi, ma a guardarsi da «certi pubblici ministeri». Nessun rientro nel governo, quindi, ma domenica l’ex ministro della giustizia sarà a piazza San Pietro per rispondere all’appello del cardinale Ruini in «difesa del papa». Il riferimento a Ratzinger e alla sua decisione di annullare la visita alla Sapienza aveva aperto la conferenza stampa di Ceppaloni. Secondo Mastella, l’inchiesta della procura di Santa Maria Caputa Vetere farebbe parte del clima «anticlericale» che si respira in Italia.

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