Vita dura per i centri sociali italiani: mentre a Rho, in provincia di Milano, lo spazio autogestito Sos Fornace rischia di essere sgomberato per far posto a un commissariato di polizia, a Roma, rischiano una pesante condanna undici attivisti del cantiere sociale Tiburtino «deCOLLIamo» per l’occupazione del 2 aprile 2006. Quel giorno, decine di studenti e precari di Colli Aniene, periferia est della capitale, decisero di restituire alla collettività un campo sportivo abbandonato all’incuria da dieci anni. Nei prossimi giorni, il Tribunale di Roma si pronuncerà sulle bizzarre richieste del pubblico ministero: 258 euro di multa per ciascun imputato e la diffida a reiterare il reato compiuto [«occupazione abusiva»] per i prossimi cinque anni. In caso contrario, carcere per tutti.
«Undici persone – si legge in un comunicato – pagheranno per aver restituito al proprio quartiere uno spazio lasciato al degrado. Le istituzioni locali avevano promesso un centro sportivo, ma hanno soltanto buttato al vento migliaia di euro in progetti e interventi fallimentari». Ora la palla torna alla politica, al Comune di Roma e al Municipio V. «Durante questi due anni di occupazione – conclude il centro sociale – abbiamo aperto una trattativa concreta con le istituzioni locali, a partire dal presidente del Municipio, Ivano Caradonna, e dall’assessorato comunale allo sport. Ora si devono pronunciare per un accordo definitivo».






