La santa alleanza tra centrodestra e Partito democratico non accenna ad allentarsi sui temi legati ai diritti civili e alle libertà delle scelte sessuali. Dopo il voto bipartisan del mese scorso in consiglio comunale contro le unioni civili, la scena si ripete a livello locale nel Municipio V, periferia est della capitale [zona Tiburtina-Pietralata]. Il consiglio municipale, con il voto congiunto della destra e del Pd, è stato bocciato un documento che impegnava il presidente e la giunta nel sollecitare l’amministrazione comunale a riorganizzare l’ufficio anagrafe centrale e quelli municipali al rilascio dell’attestazione di famiglia anagrafica, per poter riconoscere il legame tra due persone oltre quello matrimoniale. Una funzione che è già operativa presso diverse amministrazioni locali.
«Si trattava–spiega Maurizio Catroppa, consigliere di Rifondazione comunista–di rendere meno difficile la vita di tutte quelle persone che scelgono di vivere insieme. Un semplice atto di civiltà, i diritti estesi a tutti. Dobbiamo purtroppo constatare che anche questa vicenda è stata caratterizzata da dichiarazioni di sostegno al documento, marce indietro e subalternità alle posizioni confessionali».






