Pugni, calci e insulti. E’ stata un’aggressione premeditata quella di cui è stato vittima Paolo Vernini, il giovane attivista di Action che l’altro ieri sera, intorno alle 19.45, è stato malmenato da un gruppo di neofascisti di Fiamma Tricolore mentre stava lavorando come interinale alla stazione Termini. Una rappresaglia premeditata «perché – affermano i compagni del centro sociale La Strada – il gruppo era già passato nel pomeriggio e lo aveva insultato al grido di ‘brutta zecca’. I neofascisti sono ripassati qualche ora dopo e hanno colpito Paolo con pugni, calci e colpi di cinghia. I medici hanno stilato un referto di 25 giorni di prognosi. L’agguato è scattato sotto le telecamere della metro e per questo speriamo vengano subito identificati gli aggressori che noi riteniamo essere militanti di Casa Pound». Netta la presa di posizione di numerosi esponenti politici. La consigliera regionale Anna Pizzo [indipendente Prc], oltre ad esprimere «piena solidarietà al ragazzo ferito», denuncia «il clima di impunità nei confronti di questi episodi» e sottolinea come «a distanza di otto mesi dai fatti di Villa Ada, ancora non esista ancora un vero colpevole. Alla luce di quanto avvenuto la scorsa sera, esigo un’assunzione di responsabilità da parte di tutti gli organi compenti, chiedo alla magistratura un’indagine approfondita e la chiusura delle sedi neofasciste».






