Il Piemonte discute la legge 194

Una ventina di donne «autoconvocate» hanno interrotto questa mattina il Consiglio regionale del Piemonte convocato in seduta straordinaria, su richiesta del centrodestra, per discutere sulla legge 194. Le attiviste, entrate in aula per partecipare alla seduta, hanno tirato prezzemolo in aula e steso uno striscione con la scritta «Vergogna, del nostro corpo decidiamo noi». La seduta è stata sospesa e il vicepresidente Roberto Placido ha incontrato le manifestanti. Le manifestanti sono poi state identificate e potrebbero addirittura essere denunciate per attentato contro gli organismi costituzionali e le assemblee legislative. «E’ inaccettabile, indipendentemente dall’argomento, manifestare il dissenso tramite l’interruzione della seduta consiliare», ha dichiarato Gariglio.
La seduta è poi ricomminciata e i consiglieri hanno discusso della legge 194. Fuori dalla sede del consiglio regionale, si è svolta questa mattina una manifestazione promossa dai Comunisti italiani a difesa della legge 194. «Noi ci batteremo fino in fondo – hanno ribadito i consiglieri regionali del Pdci Vincenzo Chieppa e Luca Robotti – affinché il Consiglio regionale del Piemonte respinga il reazionario tentativo della destra di rimettere in forse i diritti acquisiti con anni di lotte».

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