Questa mattina, a Roma, due giovani di 21 anni, appartenenti all’area neofascista, sono stati identificati e denunciati dalla Digos per aver aggredito domenica scorsa Paolo V., operatore ai varchi della metro, attivista del centro sociale La Strada e di Action, in servizio alla stazione Termini. Il ragazzo ha riportato lesioni guaribili in 25 giorni. La polizia fa sapere che sono in corso indagini per trovare il resto del gruppo responsabile dell’agguato. La Polfer ha messo a disposizione le immagini delle telecamere di video sorveglianza che hanno registrato tutte le sequenze dell’aggressione. Nel pomeriggio, alcuni giovani, avevano riconosciuto il ragazzo come attivista di Action e lo avevano minacciato. Attorno alle 20, un gruppo di persone, con i volti parzialmente coperti da cappellini, cappucci e sciarpe, aggrediva Paolo a calci e pugni, sotto lo sguardo indifferente degli agenti di sicurezza privata. Una delle persone identificate è nota alla Digos come assiduo frequentatore dello stadio in un gruppo ultras romanista. «E’ evidente la responsabilità di Fiamma tricolore – denuncia Action in un comunicato – Prima dell’aggressione, Paolo era stato minacciato da alcuni militanti che portavano bandiere del gruppo neofascista. Chiediamo a Veltroni un gesto chiaro prima delle sue dimissioni da sindaco: la chiusura dei covi di questa gente, altrimenti sarà la società civile, democratica e antifascista a farlo».






