I No Vat manifestano sabato a Roma

La moratoria sull’aborto chiamata a gran voce da Giuliano Ferrara, il papa che rinuncia alla Sapienza e tutta la classe politica che si schiera con lui, contro docenti e studenti intolleranti, il documento dei direttori delle cliniche ginecologiche delle università romane, secondo il quale un neonato estremamente prematuro va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio, e assistito adeguatamente «anche se la madre è contraria, perché prevale l’interesse del neonato». Questa è una normale sequenza di eventi nell’Italia del nuovo millennio.
Non che altrove sia meglio. Nella laica Francia, dove il presidente Sarkozy vuole modificare la legge di 1905 sulla laicità, la Corte di cassazione ha appena giudicato che un feto nato senza vita può essere dichiarato allo stato civile, qualunque sia il suo peso e la durata della gravidanza. Decisione che ha fatto insorgere le associazioni francesi che lottano per i diritti delle donne, perché apre la strada alla rimessa in questione dell’aborto. In Spagna invece, i vescovi sono scesi in campo con un documento ufficiale della Conferenza episcopale spagnola che invita gli elettori cattolici, a un mese delle elezioni del 9 marzo, a non votare per Jose Lui Zapatero.
«L’internazionalismo in questo periodo è più del Vaticano che nostro, purtroppo – dice Porpora Marcasciano, di Facciamo breccia – Quest’anno c’è una congiuntura particolare con la crisi di governo, per cui gli attacchi vaticani alla laicità vengono volutamente notati di più. Ma non sono mancati nemmeno gli anni scorsi. L’Italia è il laboratorio teocon, ma l’attacco non è confinato a questo paese».
Tutti buoni motivi per manifestare in nome di «autodeterminazione, laicità, antifascismo, liberazione, cittadinanza». Per il terzo anno consecutivo, il popolo dei No Vat scenderà in piazza sabato 9 febbraio, a pochi giorni dall’anniversario della firma dei Patti Lateranensi, l’11 febbraio 1929. «Facciamo Breccia», il coordinamento promotore della manifestazione nata nel 2005, vuole così denunciare i privilegi della Chiesa cattolica, nel suo rapporto con lo stato italiano, come l’esenzione dell’Ici e l’otto per mille, per citarne solo alcuni. E l’ingerenza sempre più pesante della Chiesa nella vita politica. Un tempismo al pennello, che combinato al sole che da qualche giorno si è installato nella capitale, potrebbe portare in strada moltissime persone. Non a caso gli organizzatori si aspettano centomila persone.
Per la prima volta, ci sarà una manifestazione No Vat anche a Londra, che partirà dall’Istituto di cultura italiana e si concluderà all’ambasciata. Poi, proprio in questi giorni è stato convocato a Roma un incontro della rete internazionale contro l’omofobia, Red por el descontro sexual y di genero, al quale partecipano attivisti francesi, spagnoli, portoghesi, greci e libanesi. Gli incontri, che sono iniziati oggi, si tengono alla Sapienza e al Forte prenestino.
Sabato mattina, l’appuntamento è alle 10,30 alla Sapienza per i workshop, poi alle 14, il concentramento per il corteo.
l’appuntamento è alle 14, a Porta san Paolo [piazzale Ostiense]. Il corteo sarà aperto da Facciamo breccia, seguito da uno spezzone di femministe e lesbiche, che «in queste settimane stanno resistendo all’ennesimo attaco teo-patriarcale all’autodeterminazione», come si legge nell’appello. Il corteo si concluderà poi a campo dei Fiori. Sono previsti pullman da Bari, Firenze, Bologna, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Prato, Verona e Torino. Le informazioni sono disponibili su www.facciamobreccia.org. Domenica mattina al Forte prenestino si parlerà di integralismi religiosi e costruzione della omo/lesbo/transfobia. Nel pomeriggio, la Festa si concluderà al Carnevalone liberato di Poggio Mirteto [www.carnevalone.it].

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