Sembrano arrivare da qualche pianeta misterioso, quelli che in questi giorni, e sono in tanti, hanno ricominciato a mobilitarsi per la casa. Ma come, invece di partecipare alla vita democratica del paese, discutendo di castrazione chimica per i pedofili o di quanti punti perde la destra senza Casini qualcuno si ostina a parlare di casa? In realtà, «arrivano» per lo più dalle periferie delle grandi città e non hanno mai smesso di proporre azioni e denunce sul diritto all’abitare, anche se per i «grandi» giornali e per «Porta a porta» restano invisibili. Accade, ad esempio, a Milano, dove la Sinistra arcobaleno ha deciso di sostenere la mobilitazione promossa dai sindacati inquilini, oggi pomeriggio alla sede dell’Aler [l’istituto che si occupa di case popolari] di viale Romagna, e anche a Roma, dove l’avvocato Guido Lanciano, segretario provinciale dell’Unione inquilini, ha denunciato che ogni giorno nella capitale vengono eseguiti venticinque sfratti per morosità.
«Con la liberalizzazione – spiega Guido Lanciano in un’intervista pubblicata da Redattore sociale, – sono saltati tutti gli argini. A Roma ci sono molte famiglie che non avendo alternativa sono costrette ad accedere ad affitti troppo alti per i loro redditi. Pagano per qualche mese e poi non ce la fanno più. E allora arriva lo sfratto che nessuno provvedimento e nessun giudice può bloccare». Si tratta di una conseguenza immediata e diretta della liberalizzazione degli affitti. Il mercato è praticamente impazzito, anche perché nella capitale arrivano migliaia di persone per motivi di studio o di lavoro. I giovani studenti, hanno raccontato quelli dell’Unione inquilini, sono costretti a pagare affitti molto alti per piccoli appartamenti, mentre ci sono professionisti, uomini di affari, manager che affittano solo per qualche periodo e che hanno a disposizione risorse ingenti. A Roma, aggiunge l’avvocato Lanciano, questo mercato ibrido degli affitti ha determinato dei veri record, arrivando a toccare punte incredibili di affitto di tremila euro al mese.
Ma a Roma, per fortuna, c’è anche chi ha pensato di mettere insieme un bel manuale per spiegare con un linguaggio chiaro e ricco di esempi tutto quello che bisogna sapere a proposito di procedure di sfratto e contratti di affitto [compresi i suggerimenti su come resistere con creatività e determinazione all’arrivo dei poliziotti per lo sfratto]: lo hanno fatto quelli del Municipio XI e bisognerebbe davvero diffondere quel manuale in molte altre città [nel sito di Carta, pubblichiamo alcuni capitoli del manuale].
A Milano, invece, sono dieci mila gli sfratti in esecuzione, anche in questo caso la stragrande maggioranza per morosità. Nel 2007 sono state 13 mila le famiglie che si sono iscritte alla graduatoria per le case popolari, ma il numero di case assegnate è stato soltanto di cinquecento. Secondo i dati dell’Istituto Cresme, il fabbisogno abitativo nell’intera provincia di Milano per il decennio 2006-2015, sarà di circa 100/140 mila abitazioni, con una richiesta pregressa non soddisfatta di 54 mila alloggi e una domanda di case popolari di circa 25 mila unità.
Di fronte a questa situazione, denunciano quelli di Sinistra arcobaleno di Milano, il centrodestra lombardo ha pensato bene di tagliare i fondi per l’edilizia residenziale pubblica [meno 500 milioni di euro nel 2006] e, con la legge regionale 27 del 2007, di svendere il 20 per cento del patrimonio abitativo Aler e dei comuni, aumentando in modo generalizzato i canoni di locazione.
Il governo Prodi, alla fine del 2007, aveva presentato un disegno di legge per prorogare il blocco degli sfratti ad ottobre 2008. Ma il decreto legge, che sarebbe entrato subito in vigore, rischiava di essere sottoposto ad eccezione di incostituzionalità. Per questo il governo alla fine aveva scelto la strada del disegno di legge, ma con lo scioglimento delle camere si è bloccato anche l’iter di questo provvedimento e ora si parla di un possibile emendamento al decreto milleproroghe. Secondo il ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, «quello del blocco degli sfratti è un importante test per le elezioni. Nel senso che tutti potranno vedere già nei prossimi giorni quali forze politiche sono disposte a permettere che persone con disabilità e anziani di più di sessantacinque anni finiscano in mezzo a una strada perché non si è voluta sostenere la proroga del blocco degli sfratti per i soggetti più deboli». Ferrero ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà varato il decreto che regolamenta l’attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa previsto dalla Finanziaria: «Si comincerà così a intervenire sul dramma sociale che si è determinato negli ultimi mesi. Il nostro tentativo è quello di non lasciare i cittadini da soli davanti al sistema bancario: le risorse messe a disposizione servono a costruire una rete di protezione per le famiglie che sono costrette a interrompere il pagamento del mutuo e portare le banche a regole trasparenti e non vessatorie per i cittadini».
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