Si scaldano i motori per il corteo cittadino di venerdì 22 febbraio in ricordo di Valerio Verbano, studente del liceo Archimede ucciso dai fascisti dei Nar 28 anni fa, a soli 19 anni, nella sua abitazione davanti agli occhi dei genitori. A pochi giorni dall’aggressione squadrista nei confronti di uno studente di Vigne Nuove, fervono i preparativi per una intera giornata di appuntamenti. Alle 17, a via Monte Bianco, a Montesacro, si tiene il tradizionale appuntamento davanti la casa di Valerio, dove vive ancora oggi la mamma, Carla. Subito dopo, parte il corteo che attraverserà alcuni luoghi-simbolo che legano le lotte di oggi alla memoria antifascista: i cantieri della Metro di piazza Conca D’Oro, per ricordare il dramma della precarietà e delle morti sul lavoro; la sede di uno «smart shop» [negozio che vende accessori «antiproibizionisti»], divenuto bersaglio di una campagna d’intimidazione di Alleanza nazionale; infine, i palazzi popolari di Val Melaina, al centro di una vertenza contro la svendita del patrimonio pubblico. Alle 19, infine, nel cuore del Tufello, l’inaugurazione della palestra popolare intitolata a Valerio, in un ex stabile dell’Ater occupato alla fine del 2005 e ristrutturato con il contributo dei cittadini del quartiere. Gran finale, dalle 22 a notte fonda, all’Horus occupato di piazza Sempione, con una serata di musica reggae a sostegno dell’associazione Valerio Verbano.






