I corpi delle donne continuano ad essere terreno di battaglia, più che mai in questo clima da campagna elettorale. Formigoni, presidente della regione Lombardia e già paladino dei «diritti del concepito», ha aderito alla neonata sezione locale del Comitato per la moratoria sull’aborto. In Veneto si ritira fuori un progetto di legge – bloccato dalle mobilitazioni delle donne nel 2006 – che potrebbe aprire le porte di consultori e ospedali ai volontari anti-aboristi. La protesta, però, attraversa tutta l’Italia. Le donne genovesi, convocate da un appello della rete 194, si preparano a manifestare domani, dalle 16:30 a piazza dei Ferrari per difendere la libertà d’aborto. A Palermo è prevista per lunedì (ore 17), presso l’Istituto Gramsci, una riunione del coordinamento 194. Lo stesso giorno a Bari, presso la libreria Laterza (ore 19), si terrà un’assemblea di donne per organizzare manifestazioni per l’8 marzo. Mercoledì a Ponzano Veneto (Tv) è previsto un incontro di approfondimento dal titolo «La 194 non si tocca» presso il laboratorio sociale ubiKlab. Infine ieri a Bologna è partita la campagna «adotta un consultorio». Centinaia di sagome di donne sono state attaccate davanti ai consultori della città, all’ex reparto di maternità e di fronte alla sede dell’associazione “bottega Bologna”, gestita da Giovanni Lindo Ferretti (che è stato invitato a suonare all’iniziativa preparata da Ferrara per l’8 marzo). Ogni sagoma era dotata di un baloon simile a quello dei fumetti: «decido io, non solo il menù», «aborto, nessuna obiezione» sono alcune delle frasi proposte.






