Curiosità e un po’ di agitazione per i preparativi aleggiano nell’aria. Domani a Roma c’è Flat [Femministe e lesbiche ai tavoli], due giornate di approfondimento, scambio di esperienze e pratiche per continuare il percorso iniziato il 24 novembre scorso con la manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne.
Femministe e lesbiche da tutt’Italia, per riflettere sia sulle varie forme che può assumere la violenza contro le donne nella nostra società, sia sui nessi che legano le politiche neoliberiste, familiste e razziste in un continuo attacco al corpo delle donne. Soprattutto rispedire ai vari mittenti la continua messa in discussione dell’autodeterminazione e capacità di scelta delle donne, che si tratti di aborto e maternità, orientamento sessuale, professione o tempo libero. Checché se ne dica in giro, come femministe e lesbiche non abbiamo mai smesso di dire la nostra su tutto questo. Non a caso nell’incontro di domani [l’appuntamento è alle dieci alla Casa Internazionale delle donne, tutte le informazioni su http://flat.noblogs.org] si parlerà delle leggi che vorrebbero controllare i nostri corpi, ma anche di lavoro, precarietà, smantellamento del welfare e di come è possibile resistere alla violenza dell’eterosistema. Perché non c’è dubbio che se interventi ci sono si traducono solo in «servizi alle famiglie», tutto il resto non è contemplato.
Al di là delle differenze e dei tanti spunti di discussione che nasceranno, è forte la voglia di confronto tra donne non solo di diverse generazioni, ma anche protagoniste di percorsi politici differenti. Credo che l’intento comune del sommovimento femminista sia chiaro: riprendere parola negli spazi pubblici, perché nessuno o nessuna può decidere per noi.






