Il sommovimento femminista e lesbico si è riunito a Roma

Erano più di 400 le femministe e le lesbiche che hanno riempito la Casa internazionale delle donne sabato e l’auditorium dell’università valdese domenica. L’idea di dedicare due giornate al confronto tra analisi, pratiche, percorsi differenti attraverso tavoli tematici e un’assemblea plenaria finale è nata nell’assemblea nazionale di gennaio, seguita alla manifestazione del 24 novembre contro la violenza maschile. Questo weekend in tantissime si sono riunite per incrociare differenze e somiglianze, per trovare strategie e pratiche comuni per affermare la libertà e l’autodeterminazione delle donne. Ma anche per elaborare collettivamente strategie per combattere le molteplici forme della violenza. La ricchezza dell’analisi sulla violenza che il 24 novembre ha preso corpo in piazza, in questi due giorni si è approfondita e articolata. Tavoli di discussione sono stati dedicati alla violenza domestica e a quella istituzionale, che si manifesta attraverso «leggi di controllo sui corpi». L’educazione e la formazione sono state analizzate per svelarne i meccanismi di perpetuazione di modelli di femminilità passivi e subalterni. Si è analizzato il sistema che impone l’eterosessualità come norma, che imprigiona in un modello unico desideri e relazioni. Si è parlato anche di strategie di riappropriazione dello spazio pubblico fintamente «neutro». La necessità di riconquistare spazi e strumenti ha mosso anche la costruzione di un tavolo su comunicazione e free-software, all’interno del quale si è svolto un workshop pratico per la costruzione di un blog. Lavoro e precarietà sono stati al centro di un’altra appassionata discussione. E infine, valorizzando l’impostazione anti-razzista della manifestazione del 24 novembre – che aveva rifiutato la strumentalizzazione della violenza contro le donne in chiave xenofoba – si è discusso di razzismo. Partendo da sé, dalla difficoltà del confronto con «l’altra», e dal privilegio delle donne bianche e occidentali. Affermando con forza che nessuna è libera se non sono libere tutte, se non tutte – migranti comprese – possono esercitare i propri diritti. Le relazioni prodotte da ogni tavolo di discussione sono disponibili sul blog creato per questo appuntamento [http://flat.noblogs.org/].
Ma il sommovimento si è dato anche una serie di appuntamenti per il futuro. Si inizia con un presidio davanti al tribunale di Bologna il 4 marzo in occasione di un processo per stupro. Il giorno seguente, 5 marzo, l’appuntamento è davanti alla Corte di cassazione a Roma per solidarizzare con le donne che hanno denunciato le violenze subite da un medico anestesista. Il 18 marzo Perugia ospiterà un altro presidio in occasione dell’udienza preliminare del processo contro il marito di Barbara Cicioni, accusato di averla uccisa. Maggio è il mese prescelto per una nuova manifestazione, questa volta in una città del sud, contro la violenza maschile nelle sue molteplici forme. Anche l’esperienza di questi due giorni di discussione e confronto si ripeterà presto, probabilmente a giugno. Partirà inoltre una campagna nazionale di ri-affermazione della libertà e dell’autodeterminazione di donne e lesbiche nelle modalità e con i contenuti emersi questo weekend.
Per l’8 marzo sono previste iniziative in tutta Italia. «Tra la festa e il rito e il silenzio, scegliamo la lotta» è lo slogan comune che farà da filo conduttore tre le molte mobilitazioni. L’assemblea plenaria di domenica, rivendicando l’importanza dell’autonomia del sommovimento, ha espresso una forte critica a quella che viene definita una «strumentalizzazione a fini elettorali» dell’8 marzo da parte dei sindacati confederali. Cgil, Cisl e Uil – che hanno organizzato una manifestazione nazionale a Roma proprio in questa data – hanno infatti sostenuto politiche familiste inconciliabili con i contenuti di questo movimento, che ha già dimostrato di non amare la delega.

Mail_long
20 ottobre 8 luglio 8 marzo abbonamenti abiti puliti aborigeni acqua Afghanistan africa agricoltura agricoltura biologica agricoltura biologica. decrescita agricoltura. decrescita Aiab Aids altra economia altra politica Amazzonia ambiente America latina animalisti Annapolis antifascismo antimafia antirazzimso antirazzismo antirzzismo anziani api Argentina Armenia armi atomiche Australia auto autoproduzione aziende Balcani Bali Banca mondiale Bangladesh banlieues basi militari Basilicata bene comune beni comuni bilanci partecipativo biocarburanti biologico Birmania bitch Bolivia Bolkestein Bologna Brasile brimania Britel Calabria calcio cambiamenti climatici cambiamento climatico Campania cantautore cantieri cantieri sociali carbone carcere Casa catania Caucaso cemento censura centri sociali cgil Chavez chiapas Ciad ciampino cibo Cile Cina cinema Cipro città clandestino clima Colombia commercio equo commercio equo. decrescita comunicazione conoscenza consumi consumo critico contadini cooperazione cornelio cornelio bizzarro cosa rossa cpt crisi alimentare critical mass Cuba De Gennaro Deavos decrescita decrescita. agricoltura biologica democrazia detenuti detenzione diritti diritti globali diritti umani disarmo documentario donne droghe ecologia ecomafia economia Ecuador editoria Egitto elezioni emissioni Enel energia Epa Eritrea espulsioni Etiopia