«Esprimiamo un forte e chiaro no alla strumentalizzazione a fini elettorali dell’8 marzo da parte di Cgil Cisl e Uil, organizzazioni che sostengono politiche familiste e di controllo sui corpi e a cui non deleghiamo l’espressione del nostro pensiero e delle nostre pratiche politiche». Con queste parole l’assemblea plenaria che domenica 24 ha visto la partecipazione di più di 400 femministe e lesbiche si è espressa sul corteo indetto dai sindacati confederali per l’8 marzo a Roma. Questa assemblea ha chiuso le due giornate di approfondimento convocate da un incontro nazionale – tenutosi il 12 gennaio – che ha seguito la manifestazione autoconvocata del 24 novembre contro la violenza maschile. La replica non si è fatta attendere. Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil Lombardia, ha espresso le proprie perplessità in una lettera aperta all’assemblea nazionale di femministe e lesbiche: «Si possono contrastare politiche non condivise – e bisognerebbe conoscerle prima di deciderlo – ma non si può certo dire che il movimento sindacale strumentalizzi l’8 marzo.», sostiene Camusso, «Nessuno ha la pretesa di pensare che la manifestazione di Cgil Cisl Uil sia l’unico luogo, anzi, ma quella data è nelle nostre radici e solo un ‘bisogno’ esasperato di antagonismo – incomprensibile se non in una logica di negazione della pluralità – può giustificare l’atteggiamento di duro contrasto espresso nel documento dell’assemblea nazionale del 24 febbraio a Roma.»
La manifestazione indetta dai sindacati non sarebbe, secondo Camusso, una strumentalizzazione a fini elettorali dell’8 marzo: la mobilitazione era già prevista da tempo, dato che quest’anno dovrebbe cadere il centenario di questa data. «Non si ha l’impressione di un confronto politico – scrive ancora Camusso – ma dell’affermarsi dell’idea che liquidare storie ed esperienze delle altre renda forte il proprio pensiero: si chiama settarismo, è una modalità antica, che indebolisce il pensiero, esclude e, permettetemi di dirlo, invecchia». La presa di posizione dell’assemblea di domenica scorsa è stata espressa all’interno di un lungo documento che espone le proposte e le riflessioni elaborate nell’ambito di otto tavoli di discussione. Il documento ha lanciato una serie di appuntamenti tra i quali è prevista una vasta mobilitazione territoriale per l’8 marzo, già lanciata dall’assemblea del 12 gennaio. Le diverse iniziative saranno accomunate dallo slogan «Tra la festa il rito e il silenzio noi scegliamo la lotta». L’8 marzo prospettato nel documento sarà «autorganizzato da femministe e lesbiche». L’autorganizzazione ed il rifiuto della delega sono, infatti, contenuti emersi più volte durante i tavoli. I documenti prodotti durante i due giorni di Flat [femministe e lesbiche ai tavoli], che si possono leggere sul blog http://flat.noblogs.org, riportano numerosi spunti di riflessione su questo argomento. «Minimo comune denominatore di posizioni diverse – si legge ad esempio nella relazione del tavolo dedicato allo ‘spazio pubblico’ – la convinzione che al femminismo tocchi assumersi inedite responsabilità di fronte alla cosiddetta crisi della politica e alla progressiva perdita di senso della nozione stessa di sinistra»
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