Niente università al Santa Maria della Pietà. Questo ha stabilito il Consiglio di amministrazione della Sapienza e questo è quanto l’ex Lavanderia dice da sempre. «La Sapienza non ha mai avuto interesse ad acquistare il Santa Maria della Pietà – afferma l’associazione – L’università era uno specchietto per le allodole per confondere sulla reale natura di un progetto che affida il 56 per cento dei padiglioni a strutture sanitarie residenziali, psichiatriche e per la malattia cronica». Rimarrebbe così solo il nuovo ghetto del disagio di Storace in spregio ai principi della Legge 180. «La scelta del Cda della Sapienza – continua l’ex Lavanderia – dimostra che le amministrazioni hanno giocato una partita truccata. Tutto, pur di contrastare il movimento di associazioni e cittadini che da 12 anni chiede l’uso pubblico e culturale della struttura». Restano due strade: il progetto Storace, oppure la strada indicata dalla Delibera di Iniziativa Popolare, firmata da 9 mila cittadini e mai discussa per l’acquisizione comunale, la messa a disposizione di immobili diffusi in città per servizi integrati di Salute Mentale e il progetto partecipato di uso pubblico e culturale. «Solo con questa seconda scelta – conclude l’ex lavanderia – sarebbe possibile ripensare ad una presenza universitaria non invasiva e pensata per il bene degli studenti e del territorio».






