Erano un centinaio, ieri, davanti alla Cassazione, per portare solidarietà alle donne che hanno denunciato l’anestesista Demetrio Altobelli. Condanna confermata per il medico che ha abusato delle proprie pazienti mentre si trovavano in stato d’incoscienza.
Domani, invece, l’assemblea romana di femministe e lesbiche dà appuntamento a tutte alle 18.30 a piazza Navona. Si è scelto di manifestare il 7 marzo per ricordare lo stupro di Marinella, avvenuto nel 1988. In piazza, quindi, contro la violenza sulle donne in tutte le sue forme, ma anche per affermare la libertà di scegliere in ogni ambito della vita, contro l’eterosessualità e la maternità come scelte obbligate. Si manifesterà il 7 anche per sottrarsi al corteo indetto dai sindacati confederali per sabato, interpretato come un tentativo di scavalcare la decisione, presa nell’assemblea nazionale del 12 gennaio, di organizzare una manifestazione per l’8 marzo in ogni città. Con l’organizzazione di un corteo autonomo femministe e lesbiche romane hanno scelto di non delegare l’espressione delle proprie idee a nessuno, tanto meno a Cgil Cisl e Uil che «continuano a legittimare politiche esclusivamente familiste e a proporre l’eterosessualità come unica scelta». Per domani sono previste iniziative e presidi anche in altre città [a Brescia alle 17.30 davanti all’Esselunga]. Info http://flat.noblogs.org
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