A Roma la manifestazione che, con lo slogan «Tra la festa, il rito e il silenzio..scegliamo la lotta», si collega alla mobilitazione promossa in moltissime città Italiane per l’8 marzo dal «sommovimento» femminista e lesbico, si svolgerà il 7 marzo. Il 7 marzo di 20 anni fa tre uomini hanno stuprato Maria Carla Cammarata, Marinella, la cui battaglia è stata fatta propria dal movimento femminista romano. Si scenderà in piazza, dunque, contro la violenza sulle donne e la precarizzazione delle condizioni di vita per italiane e migranti, ma anche per affermare la libertà delle donne in ogni ambito, contro l’obbligo sociale dell’eterosessualità e della maternità. Ma il «sommovimento» romano scenderà in piazza il 7 anche per segnare una distanza dal corteo indetto per l’8 marzo dai sindacati confederali. Sviluppo, lavoro, qualità di vita, libertà di scelta [ma la parola aborto non è presente nel comunicato d’indizione]: sono queste le parole d’ordine di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati continuano a «legittimare politiche esclusivamente familiste e a proporre l’eterosessualità come unica scelta», scrivono le femministe e le lesbiche dell’assemblea romana. Sul settimanale, in edicola oggi, un’intervista a Betty Leone della Spi-Cgil e un articolo di approfondimento sull’8 marzo.






