Action torna a occupare. E questa volta è un’occupazione tutta al femminile. Sabato 8 marzo, un gruppo di donne supportate dal movimento per il diritto all’abitare, hanno «liberato» in via Lucio Sestio 10, un edificio abbandonato da anni. Una risposta al silenzio delle istituzioni e una risposta delle donne che, per l’8 marzo, «tra la festa, il rito e il silenzio» hanno scelto «la lotta». Non hanno una casa dove abitare, perché non possono permettersi un affitto di 1000 euro al mese, perché se ne sono scappate dal marito sognando un futuro diverso e senza violenza. «Siamo precarie – hanno continuato–e la precarietà, per una donna, sembra un tunnel senza fine. Soffriamo di una politica che ignora la realtà dei fatti: il 67 per cento delle violenze sulle donne avviene tra le mura domestiche ed in maniera socialmente trasversale». Le occupanti vogliono «una casa abitata e gestita da donne, aperta a tutti, da cui lanciare il nostro diritto all’abitare. Una casa dove la violenza non ha le chiavi, dove il razzismo e l’egoismo non hanno cittadinanza, dove i nostri figli possano giocare e imparare ad essere cittadini consapevoli e solidali. Vogliamo costruire un’altra idea di famiglia e uno spazio dove aprire uno sportello per le donne che si trovano nella nostra situazione. L’unica sicurezza possibile sono le donne che si organizzano».






