Il 7 marzo circa 50 persone hanno denunciato pubblicamente la farmacia bolognese di via Massarenti, che si rifiuta di vendere la pillola del giorno dopo. Davanti all’esercizio commerciale sono state rovesciate migliaia di pillole di polistirolo. Il proprietario ha reagito aggressivamente all’iniziativa. L’Arcidiocesi bolognese, dalle pagine del Bologna, ha gridato alla «strategia del terrore», lamentando la poca «energia» delle forze dell’ordine nei confronti delle/dei manifestanti. «‘Boicotta chi decide per te’ è una campagna di invito al boicottaggio che si basa sulla libera scelta dei cittadini e dei consumatori […] ancora una volta la Curia bolognese interviene su temi d’attualità con i toni isterici che le sono propri quando deve confrontarsi con manifestazioni di critica», ha risposto in un comunicato il centro sociale Tpo, promotore dell’iniziativa. Nel pomeriggio di ieri sono state notificate 14 denunce per manifestazione non autorizzata.
Il presidente dell’ordine dei farmacisti, Franco Cantagalli, è intervenuto sui fatti ribadendo che per la pillola del giorno dopo non è prevista l’obiezione di coscienza. Cantagalli ha ricordato che non vendendo il contraccettivo di emergenza i farmacisti possono incorrere nell’accusa di «omissione o rifiuto di atti d’ufficio».






