A trent’anni dalla legge 180, entrata in vigore il 13 maggio 1978, la Cgil ha reso pubblico un documento «Più liberi. Un impegno che continua», per valutarne l’effettiva applicazione. Voluta dallo psichiatra Franco Basaglia, la 180/78 ha aperto la strada alla riforma della psichiatria cancellandone l´impostazione repressiva, chiudendo i manicomi e puntando sull’assistenza territoriale. Dopo trent’anni però molti dei diritti di chi soffre di disturbi mentali sono rimasti sulla carta. Per attuare pienamente la 180 la Cgil individua alcune strade: dare visibilità alle tante esperienze in cui l’approccio sanitario e farmacologico non è esclusivo degli interventi. L’esigenza di investire sulla prevenzione agendo su fattori che determinano la salute, che sono: la casa, il reddito, l´ambiente, il lavoro e gli stili di vita; Vanno inoltre attivate reti di sostegno sociale per i più vulnerabili, specie per chi ha un basso stato sociale ed economico.
L’ultimo aspetto su cui il sindacato insiste è la contrattualizzazione. Il riconoscimento professionale dei lavoratori e una maggiore stabilità sono fondamentali in un settore in cui la crescita disordinata di soggetti privati e di cooperative sociali, ha penalizzato il servizio pubblico.






