«Per l’aborto abbiam la soluzione, aboliamo l’eiaculazione», chissà cosa penserebbe del provocatorio slogan comparso in piazza nel 2006 durante la manifestazione «Usciamo dal silenzio» monsignor Betori, che ieri ha attribuito il suicidio del ginecologo di Genova a «una mentalità abortista senza confini». Il segretario della Cei ha dichiarato che per prevenire l’aborto è «benvenuto qualsiasi sforzo», liste anti-abortiste comprese. Naturalmente sono da escludersi tutti i mezzi che implichino la prevenzione delle gravidanze: la contraccezione è peccato e il lesbismo, qualche anno fa, è stato annoverata dallo stesso monsignore tra i peggiori nemici della Chiesa. Una buona soluzione potrebbe invece essere «la ruota di qualche secolo fa che, anche oggi, in una forma più aggiornata potrebbe svolgere una sua funzione», ha precisato Betori. Ci aveva già pensato il Movimento per la vita, che ha disseminato di «culle», moderne ruote per gli esposti, i suoi Centri di aiuto alla vita. Sul tema della riduzione dell’aborto è intervenuta oggi anche la candidata del Pdl e animatrice del Family day Eugenia Roccella: «In Francia o in Gran Bretagna, dove si è puntato molto sull’educazione sessuale e la diffusione delle varie forme di contraccezione il numero di aborti non solo non è diminuito, ma è addirittura aumentato». La soluzione, insomma, è rassegnarsi a diventare madri. Volenti o nolenti.






