Sono stati resi noti i contenuti della relazione al Csm del procuratore generale di Napoli sull’episodio che si è verificato a febbraio nel Policlinico del capoluogo campano. La polizia era intervenuta nel policlinico partenopeo per sventare un caso di «feticidio» – termine coniato per l’occasione – tempestando di domande una donna che aveva subito un regolare aborto terapeutico. L’intervento delle forze dell’ordine era stato provocato dalla chiamata di un portantino. E’ quest’ultimo, secondo il pg, l’unico a dover essere inquisito per la vicenda: nulla sarebbe da imputare al pubblico ministero che ha autorizzato il blitz o alla polizia.
Oggi, invece, Livia Turco ha protestato per il veto posto dalla Lombardia al documento per una corretta applicazione della 194 presentato alla conferenza Stato-regioni. L’insistenza sulla contraccezione «finisce per far crescere una mentalità abortista», ha dichiarato l’assessore Coluzzi. Ma questi non è il solo, a Milano, a ritenere che le proprie convinzioni in materia di aborto debbano valere per tutti. Il presidente del comitato di bioetica del policlinico milanese ha così motivato il veto posto all’uso dei feti abortiti per la ricerca sulle staminali: «la donazione [dei tessuti dei feti n.d.r.] potrebbe essere considerata dalle donne una sorta di compensazione del disvalore morale legato alla scelta di abortire»






