Mentre approda in Italia, accolta dall’eccitazione per lo «strano fenomeno», la notizia della gravidanza di un trans FtoM americano, l’università Roma3 si prepara ad accogliere domani la filosofa americana Judith Butler, una delle più note teoriche del «gender», nonché protagonista della «queer theory». Famosa soprattutto per la riflessione sui dispositivi di potere che costruiscono «femminile» e «maschile» e «modellano» gli stessi corpi sessuati a partire da una norma eterosessuale, Butler è divenuta nota al pubblico grazie al controverso «Scambi di genere». La conferenza di domani, nella quale interverrà anche la filosofa femminista Wendy Brown, verterà su «sovranità, confini, vulnerabilità». A partire dall’11 settembre e dalla guerra globale al terrorismo, Butler ha riflettuto sul tema della violenza e della vulnerabilità approfondendo le precedenti riflessioni su soggetto e identità. La scelta di incentrare la prima conferenza di Butler in Italia su questo argomento, tralasciando le riflessioni sul gender e sul «regime dell’eterosessualità» che hanno reso questa filosofa famosa ma anche discussa – soprattutto in Italia, dove il femminismo della differenza è stato egemone per anni – ha sollevato alcune critiche, riassunte in una lettera che si può leggere su www.listalesbica.it.






