Compagne e compagni, Fratelli e sorelle. Ci abbiamo riflettuto a lungo. E’ stata una scelta maturata pian piano dal profondo delle nostre coscienze. Abbiamo deciso di abbandonare i dubbi materialisti e di imboccare la retta via convertendoci alla religione Cao-Dai. Abbiamo scelto di affidarci ai tanti profeti di questa religione sincretista. Ci appelliamo alla divinità indiana Krisna, all’imperatore tartaro e inventore delle arti marziali Huang Vong, a Mosè, a Budda, a Confucio, a Gesù Cristo, a Maometto, a Vladimir Ilyich Ulyanov detto Lenin, a Sant’Antonio Abate, Giovanna d’Arco, Victor Hugo, al poeta cinese Lì-Tai-pe ed il presidente Sun Yat-sen [speriamo di non aver dimenticato nessuno].
Siamo con i monaci tibetani ma anche con i preti di strada, con i musulmani padani che hanno a che fare con i maiali e i calderoli ma anche con i pacifisti israeliani. Vorremmo scacciare i mercanti dal tempio ma anche guadagnare la reincarnazione. O, meglio ancora, entrare in paradiso sottraendoci al ciclo di vita e di morte. O forse raggiungere il nirvana. Non vogliamo fare sfoggio delle nostre scelte, magari per diventare martiri dello Scontro tra civiltà. O per arruolarci di diritto nelle legioni della crociata globale permanente. Non vogliamo abbandonare Davide e farci proteggere da Golia. Non ci sognamo neanche di dire che una religione è violenta a prescindere, come afferma il soldato di Cristo Magdi Allam nella sua prima predica. Non siamo in malafede, noialtri. Non siamo così ingenui da pensare che la nostra scelta farà notizia. Non ci chiamiamo Magdi Allam e non siamo vicedirettori del Corriere della sera, non ci battezzerà il papa e non ne parleranno i titoli dei telegiornali. Nessuna fatwa verrà scatenata contro di noi. Amen, Inshalla.






