Non c’è pace per Giuliano Ferrara e la sua lista «aborto, no grazie». Il tour elettorale dell’ingombrante candidato anti-abortista è stato costellato di proteste. Sabato è stato il turno di Livorno. Ferrara era invitato presso la sala parrocchiale. La presenza del sindaco Cosimi all’iniziativa è stata sventata dalla protesta del collettivo C-attive, che ha anche indetto il presidio a cui hanno partecipato circa 200 persone. Dietro allo striscione «Ferrara tieniti la tua panza che noi pensiamo alla nostra gravidanza» un centinaio di manifestanti, convocate da Donne in movimento, ha invece accolto il direttore del «Foglio» a Firenze. Mercoledì sarà il turno di Bologna, dove la «rete per l’autodeterminazione pro-fight» ha indetto un sit-in di protesta. A Milano ci si organizza invece per trovare un rimedio al problema dell’obiezione di coscienza. Il collettivo maistat@zitt@ [www.vieneprimalagallina.it] ha convocato per mercoledì un’assemblea pubblica per costruire una rete che porti avanti la campagna «obiettiamo gli obiettori». «Il senso di questa campagna – spiegano le maistat@zitt@ – è di rompere l’omertà che si è costituita intorno al sistema-obiezione […] di esercitare una forte pressione e delegittimazione nei confronti di chi cerca di imporre alle donne scelte non volute»






