Hanno occupato l’ufficio del Pro-Rettore Vicario dell’Università La Sapienza, Luigi Frati, per chiedere l’apertura di un tavolo di trattative sulla vicenda dell’occupazione del Regina Elena. E il Pro-Rettore, questa volta, ha dovuto ascoltarli. Questa mattina, un gruppo di attivisti di Action-Diritti in movimento, è intervenuto nuovamente sulla vicenda dell’occupazione dell’ex istituto Regina Elena, per ribadire che «la casa e la salute sono diritti da garantire a tutti i cittadini». «Con una martellante campagna mediatica fanno credere che le 300 famiglie che occupano l’ex istituto Regina Elena siano il problema maggiore del policlinico – afferma Bartolo di Action – In realtà sono un capro espiatorio per nascondere la mancanza di una seria politica dell’abitare. Chiediamo il blocco degli sgomberi per le persone che occupano l’edificio e l’avvio di un percorso partecipato insieme agli studenti e ai cittadini del municipio III sul futuro del Regina Elena».
Luigi Frati, dal canto suo, ha affermato di non aver mai chiesto lo sgombero della struttura e di aver inviato e una lettera all’assessore Minelli per trovare una soluzione abitativa alle famiglie che vivono nel Regina Elena. Ma Action chiede di più: vuole che il Pro Rettore assuma una posizione ufficiale sulla vicenda e dichiari pubblicamente l’intenzione di aprire trattative.
Sul caso è intervenuta anche la consigliera regionale Anna Pizzo che ha affermato: «E’ necessario trovare subito una soluzione abitativa per le 300 famiglie che occupano l’ex istituto Regina Elena solo perché non hanno altro posto dove andare – ha detto – Invece di condannare i senza casa, anche attraverso una sconsiderata campagna mediatica, sarebbe auspicabile fornire loro una valida alternativa. Ci risulta che il demanio ha assegnato in usufrutto il complesso del Regina Elena all’università affinché venisse utilizzato per fini assistenziali e la regione all’inizio degli anni ‘90 ha stanziato il corrispondente di 100 milioni di euro per realizzare strutture ospedaliere. Ma in 15 anni non è stato fatto nulla e nel luglio 2007 – momento dell’occupazione – il Regina Elena era vuoto e inutilizzato da più di sei anni. Per questo motivo – conclude la consigliera – l’università e le istituzioni, compresa la Regione Lazio, si devono impegnare per l’apertura di un tavolo che affronti seriamente il problema dell’emergenza abitativa e garantisca agli occupanti dell’ex istituto una soluzione immediata e dignitosa». «Che fine hanno i soldi dalla Regione Lazio? – domanda Action – Se siamo stati costretti ad occupare è perché in questa città manca da anni una seria politica per la casa. Continueremo a batterci per l’affermazione dei diritti fondamentali, compreso quello alla salute, contro l’incuria dei Baroni corrotti e dei politici incompetenti».






