Ieri il tribunale costituzionale del Cile ha vietato l’uso e la distribuzione di alcuni anticoncezionali tra i quali la Iud [spirale intrauterina], la «pillola del giorno dopo» e le pillole contenenti la molecola levonogestrel [presente in molti contraccettivi orali]. Cioè quasi tutti gli anticoncezionali distribuiti dai consutori e quasi la metà di quelli che si vendono nelle farmacie. Secondo il «movimiento por la defensa de la anticonceptiòn» la spirale è utilizzata da più di un milione 400 mila donne in Cile, quasi il 17 per cento del totale della popolazione femminile del paese. Secondo la facoltà di medicina dell’università del Cile, il divieto di utilizzare questi contraccettivi potrebbe portare il numero degli aborti clandestini a superare quello delle nascite. Il Tribunale costituzionale, a cui trentasei parlamentari avevano chiesto un parere su questa materia, ha vietato i contraccettivi in questione perché li ritiene metodi abortivi. Il Cile è nel novero degli unici tre paesi al mondo – insieme a El Salvador e Nicaragua – nei quali l’aborto è completamente vietato.
Questa mattina le donne si sono date appuntamento a Plaza Justicia a Santiago per protestare contro questa decisione. Un’altra protesta era prevista per mezzogiorno davanti al Tribunale Costituzionale.






