La notizia del giorno è che Giuliano Ferrara non è stato contestato a Messina. Niente lanci di prodotti ortofrutticoli contro la «lista pazza», come il Foglio chiama «aborto, no grazie». Ma le cose non fileranno altrettanto lisce a Palermo, dove le femministe annunciano una contestazione a partire dalle 17 e 30 di oggi. «Nessuno può parlare sui nostri corpi, né Giuliano Ferrara, né nessun altro» scrivono collettivi femministi e centri sociali di Palermo. Il collettivo Malefimmine, che fa parte della rete palermitana «obiettiamo gli obiettori», sarà in piazza Vittorio Emanuele questo pomeriggio e presenterà l’inchiesta che sta portando avanti sulle farmacie che si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo [e molto spesso – secondo le Malefimmine – anche i preservativi] e sugli obiettori di coscienza del capoluogo siciliano. «Nella città di Palermo, capitale dell’affarismo e dei loschi espedienti, i medici non obiettori sono solo una decina, e questi non di rado si trovano a dover effettuare quasi esclusivamente interruzioni volontarie di gravidanza [..] oltretutto la degenza in alcune strutture è degradante e lesiva della dignità delle donne», scrive il collettivo. Nel frattempo sette persone sono state identificate dalla Digos per la contestazione di mercoledì scorso contro Ferrara a Bologna. I reati ipotizzabili sono danneggiamento, getto pericoloso di cose, resistenza e porto abusivo di armi improprie.






