Questa mattina, all’alba, improvviso e violento è arrivato lo sgombero della «Città della dignità», la tendopoli dei senza casa che ieri pomeriggio avevano lasciato l’occupazione simbolica della Bufalotta [periferia nord di Roma] per portare la loro protesta nel cuore della città. La notte era passata tranquilla, tra bicchieri di caffé caldo e un via vai continuo di giornalisti, politici e persone comune che portavano solidarietà e beni di conforto. Il prefetto aveva garantito un incontro agli attivisti del Blocco precario metropolitano e l’apertura di un vero tavolo di trattativa.
Alle 6 e 30, senza nessun preavviso, decine di agenti del reparto mobile hanno sgomberato con forza le 55 tende piantate nell’aiuola di piazza San Marco, accanto a piazza Venezia, teatro negli ultimi anni di tantissime proteste pacifiche come questa. Una troupe del Tg3 regionale è riuscita a riprendere le fasi dello sgombero, in cui si vede chiaramente l’atteggiamento di resistenza passiva delle famiglie. Diverse persone sono state strattonate e picchiate, tra queste anche una ragazza di 23 anni al quarto mese di gravidanza. Nove persone sono state arrestate e portate al vicino commissariato di Trevi. Per tutti l’imputazione è di resistenza aggravata e lesioni. I consiglieri regionali della sinistra arcobaleno Anna Pizzo e Peppe Mariani si sono subito attivati presso la questura a sostegno degli arrestati.
Nel primo pomeriggio, centri sociali e movimenti di lotta per la casa hanno indetto una affollata conferenza stampa che ben presto si è trasformata in una assemblea pubblica. «L’arresto di nove manifestanti è un fatto inaccettabile – hanno detto i consiglieri regionali – visto che fin dall’inizio la protesta è stata gestita con senso di responsabilità e disponibilità al dialogo. Il questore ha assicurato il rilascio entro domani mattina. Ci impegneremo nelle sedi istituzionali per trovare delle risposte al dramma abitativo». Sostegno alla protesta e richiesta immediata di scarcerazione per gli arrestati è giunta anche dal deputato di Rifondazione comunista Massimiliano Smeriglio e dal consigliere comunale Fabio Nobile, del Pdci. Gli attivisti del Bpm hanno sottolineato l’importanza della presa di posizione del presidente del Municipio IV, Alessandro Cardente, che ha deciso di convocare un tavolo di confronto con i costruttori privati impegnati nel territorio di competenza in interventi di edilizia residenziale. «Occorre costruire una risposta politica all’emergenza abitativa – ha dichiarato Cardente – La protesta dei senza casa ha avuto un alto valore simbolico e non ha leso i diritti delle famiglie proprietarie degli appartamenti della Bufalotta. Le strumentalizzazioni della destra sono cadute nel vuoto. Io sono pronto a fare la mia parte, subito dopo le elezioni, come già accaduto nella vicenda della delibera 218». La campagna diffamatoria della destra è stata raccolta da alcuni quotidiani, come Il messaggero, di proprietà della famiglia Caltagirone, che ha parlato di un intervento illegittimo della protezione civile accusata di «aver regalato salmone agli occupanti della Bufalotta». Pochi minuti fa, una nota della presidenza della Regione Lazio, rende noto che la Direzione regionale della protezione civile del Lazio ha deciso di avviare le procedure per la «cancellazione dal registro regionale delle organizzazioni di volontariato dell’associazione che ha distribuito derrate alimentari agli occupanti delle case di Via Carlo Ludovico Bragaglia, alla Bufalotta».
Subito dopo la conferenza stampa, un corteo spontaneo di duecento persone ha raggiunto la sede del commissariato Trevi, blindato da diverse camionette della polizia, per chiedere il rilascio dei nove attivisti. I rappresentanti istituzionali sono riusciti a incontrare gli arrestati e ad assicurarsi delle loro condizioni di detenzione. Entro stasera saranno trasferiti nel carcere di Regina Coeli, in attesa del pronunciamento del giudice, previsto per domani mattina. Nel frattempo, continua il presidio pacifico a piazza San Marco, che ha fissato il calendario delle iniziative dei prossimi giorni. Domani alle 12, una delegazione dei senza casa incontrerà il prefetto Mosca; alle 17, è stata convocata un’assemblea cittadina «aperta a tutte le forze politiche democratiche, ai movimenti e alle associazioni della città». Tra le ipotesi in campo, una manifestazione cittadina entro il fine settimana. «Dobbiamo tenere alta l’attenzione su un problema sociale esplosivo – ha detto Angelo fascetti dell’AS.i.a.-Rdb – Il dramma della casa non conosce tregue elettorali».






