Con un’ordinanza approvata il 9 aprile dal sindaco Alberto Ravaioli, il comune di Rimini sceglie la linea dura per promuovere il «decoro» di piazze e luoghi pubblici. Via cani dalle strade, via senza tetto dalle panchine, ma anche i ragazzini dai parchi e dalle piazze. Sarà proibito giocare con una palla o sedersi a chiacchierare sui gradini di un monumento, perché «indecoroso»; portare a spasso i cani senza guinzaglio, sostare e «bivaccare» nei parchi pubblici, su marciapiedi e strade. Per garantire il «giusto decoro» gli spazi in questione saranno controllati 24 ore su 24 dalle telecamere e presidiati dai vigili urbani che avranno il compito di appurare e reprimere ogni forma «illecita» di socialità.
Per i trasgressori sono previste multe che vanno dai 25 ai 600 euro, a seconda che ci si voglia concedere un po’ di refrigerio immergendosi in una fontana o si preferisca restare sdraiati su un giardino pubblico o in qualsiasi altro luogo pubblico, a godersi il sole.
«Un nuovo strumento di controllo» su spazi comuni e socialità, secondo il Laboratorio Paz di Rimini che promuove domani, alle 18, un’assemblea per discutere di buone pratiche del vivere comune. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini anziché imporre divieti e punizioni, partendo da una definizione di città come spazio condiviso.






