Prosegue il viaggio della fiaccola olimpica attraverso l’Asia. Dalla Malaysia la torcia è arrivata stamattina in Indonesia. La sua tappa a Gaicarta, com’era già accaduto in india, è stata ridotta nel percorso e confinata all’interno dello stadio nazionale. Solo 5 mila ospiti selezionati e i giornalisti, protetti da 2 mila poliziotti, hanno avuto la «fortuna» di vedere gli 80 tedofori passarsi la flebile fiamma in una staffetta di appena 7 chilometri. Il governo indonesiano non ha voluto lasciare neppure uno spiraglio ai manifestanti pro-Tibet, disperdendo il capannello di 150 persone che si era raccolto fuori dallo stadio. Almeno nove le persone arrestate tra cui un cittadino olandese, portate via dagli agenti e sottoposte a interrogatorio. Segno che anche il governo indonesiano, come gli altri governi asiatici, ha paura delle pressioni cinesi.
Continua così la scia di arresti che la fiaccola lascia dietro di sé. Intanto in Nepal ci si prepara all’arrivo della fiaccola. Mentre il fuoco di Olimpia volava verso l’Indonesia, circa 120 manifestanti per l’indipendenza del Tibet sono stati fermati stamattina a Kathmandu, la capitale del Nepal, protestavano all’esterno di un ufficio dell’Onu. La manifestazione è stata interrotta dalla polizia nepalese a colpi di manganello. Nel Paese vivono circa 20 mila tibetani in esilio e i soldati nepalesi pattugliano dallo scorso weekend la strada per il Monte Everest, al confine con la Cina, dove a fine maggio approderà la fiamma olimpica.






