Questa sera gli studenti e le studentesse antifasciste di Roma invitano tutti ad «una prima iniziativa dopo i fatti di Verona». L’appuntamento è alle 18 a Ponte Garibaldi. «Per far sentire la nostra indignazione e per denunciare a tutta la città che non è stato, come qualcuno adesso sostiene, un generico atto di follia ma purtroppo un episodio conseguente ad una cultura squadrista che stanno tentando di diffondere anche nella nostra città, ed in particolare proprio nelle scuole». Intanto per i cinque autori dell’uccisione di Nicola Tommasoli, rinchiusi nel carcere di Montorio, l’accusa è di omicidio doloso e volontario. Il capo della Procura di Verona, Guido Papalia, ha dichiarato: «La matrice del delitto è nazifascista, ma i cinque giovani hanno assorbito da questa solo la matrice razzista nel senso che si è voluto colpire il diverso». Oggi verrà effettuata l’autopsia sul corpo di Nicola. Intanto, mentre si prepara una manifestazione a Verona, forse per il 17 maggio, dilaga la polemica attorno alle dichiarazioni del presidente della camera Gianfranco Fini che ieri ha detto a Porta a Porta, «quel gruppo che si definisce neonazista va punito ma quello che accade a Torino è più grave». Fini si riferiva agli scontri e alle contestazioni contro Israele in occasione della Fiera del Libro. «Parole incredibili e indegne», per Paolo Ferrero. Ieri sera al presidio alla Porta dei Leoni, il luogo dove si è avvenuto il pestaggio, c’erano centinaie di persone insieme ai genitori di Nicola. L’8 maggio, in un consiglio comunale straordinario, si voterà un documento perché il comune si costituisca parte civile nel processo contro i cinque neonazisti.






