E’ stato convalidato il fermo dei cinque neonazisti coinvolti nel pestaggio mortale di Nicola Tommasoli, avvenuto la notte tre il 30 aprile ed il primo maggio scorsi. A secondo dell’esito delle perizie medico legali si deciderà il reato da attribuire ai cinque: omicidio volontario in caso fossero rilevate lesioni inferte con violenza tali da fare intendere la volontà di uccidere oppure, come ipotizzato dalla difesa, morte della vittima in conseguenza di altro, se venisse comprovata invece l’esistenza per Tommasoli di una eventuale patologia alla testa.
Intanto a Verona si prepara la giornata di mobilitazione del sabato 17 maggio. Alle 15 un corteo partirà dalla stazione di Verona Porta nuova, promosso da un’assemblea cittadina composta da centri sociali, associazioni, partiti politici e sindacati. «Nicola è stato ucciso – si legge nell’appello – non perché avversario politico, non perché rappresentava il nemico, nemmeno perché diverso : migrante, comunista, gay, zingaro, barbone. Solo e ‘semplicemente’ perché estraneo, non familiare, non compatibile». L’appello chiede poi provvocatoriamente le dimissioni del sindaco leghista Flavio Tosi, «perché simbolicamente lei è uno dei mandanti morali di questa tragedia». Un altro appello, questa volta del Coordinamento migranti di Verona e dell’est veronese, ricorda che «questa morte assurda riguarda tutti i cittadini di Verona. Chi ci è nato e chi ci è venuto ad abitare. Riguarda anche noi, i nuovi cittadini. Perché anche noi abbiamo bambini, figli che vanno a scuola, vicini di casa che sono, come noi, straziati da quello che è accaduto». E convoca una «giornata di partecipazione popolare», per sabato 17 maggio, in piazza Brà.






