La «bufala» della sicurezza e la violenza in famiglia

«Sicurezza: più delitti, meno omicidi, Italia proccupata». Così titolava ieri l’Ansa, commentando i dati pubblicati dall’Istat nella ricerca «100 statistiche per il paese». Ma basta leggere il capitolo della pubblicazione dedicato proprio alla sicurezza per notare che le cose non stanno esattamente così. Prendiamo la questione dell’aumento dei «delitti». A crescere, tra 2000 e 2005, sono state le denunce di delitti rilevate dall’istituto di statistica. Ma bisogna tener conto, avverte l’Istat, del cambiamento dei parametri utilizzati per la rilevazione. Ai registri di polizia e carabinieri si sono aggiunti quelli di altri uffici, trai quali anti-mafia e forestale. Per quanto riguarda le ragioni di preoccupazione dei cittadini, a rimanere in testa – anche se in calo – è la paura della disoccupazione. Cresce anche il timore della povertà, ma non è dato conoscere l’evoluzione negli ultimi anni della preoccupazione per la «criminalità». Se infine si analizzano i dati sui delitti contro la persona, si scopre che negli ultimi 20 anni sono tutti in calo. Sono diminuiti gli scippi, i furti e gli omicidi. Ma in questo caso la diminuzione si è verificata in particolare tra gli omicidi commessi dalla criminalità organizzata. In crescita, invece, quelli che avvengono in famiglia. L’anno scorso il Consiglio d’Europa ci aveva già avvisato che la prima causa di morte per le donne è proprio la violenza che avviene in famiglia.
In queste ore si sta insediando un governo che mette tra i primi provvedimenti da adottare proprio quelli sulla «sicurezza» e sceglie come ministra delle pari opportunità Mara Carfagna, che dal proprio blog sponsorizza il Family day. Cominciamo bene.

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