Domani assemblea per la casa al Regina Elena di Roma

«Quello che abbiamo è solo una piccola parte di ciò che ci spetta»: con queste parole i movimenti di lotta per la casa e le reti contro
la precarietà hanno scritto una lettera aperta alla città per aprire «una nuova stagione di lotte». Martedì 13, alle 17, nei padiglioni occupati dell’ospedale Regina Elena, un’assemblea cittadina proverà a disegnare le tappe dei movimenti dopo «la grande scorpacciata elettorale che ha visto la sonante bocciatura del centrosinistra e del modello di governo sperimentato negli ultimi 15 anni». Obiettivo dell’incontro pubblico, uscire dall’angolo della «sindrome Alemanno», che rischia di trasformare in paura ed immobilismo la giusta preoccupazione per una giunta comunale guidata in prima persona dalla destra [post] fascista. Il luogo scelto, ovviamente, non è casuale: si tratta di una occupazione abitativa che ospita 300 famiglie, italiane e migranti, da diverse settimane a rischio sgombero. Tema centrale, il ruolo della rendita nel saccheggio del territorio, ben rappresentato dal nuovo Piano regolatore e dalle varianti ad esso collegate, Bufalotta ed Eur su
tutte. Obiettivo dei movimenti, l’apertura di una mobilitazione metropolitana «contro la svendita del patrimonio pubblico, per il recupero di caserme e spazi inutilizzati, l’acquisizione di alloggi vuoti o sfitti da sottrarre alle speculazioni, la ridefinizione delle aree da destinare a edilizia popolare».

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