«Quello che abbiamo ce lo siamo presi, ed è solo una piccola parte di ciò che ci spetta». Non smettono di ripeterlo i movimenti di lotta per la casa che, per oggi pomeriggio, hanno indetto una nuova assemblea pubblica, a partire dalle 17.30. L’incontro, al quale non mancheranno esponenti delle istituzioni, si terrà in uno dei luoghi-simbolo dell’emergenza abitativa: l’ex ospedale Regina
Elena [via del Castro Laurenziano 6], occupato da circa un anno. «Messa da parte la demagogia da campagna elettorale – affermano i movimenti per il diritto all’abitare–rimane l’emergenza abitativa, dramma irrisolto della città di Roma. Caltagirone, Santarelli, Toti, Ligresti, Scarpellini, Deutsche Bank, Unicredit, Vaticano [solo per fare qualche nome] e i loro referenti politici di turno ne sono responsabili. Oltre all’annientamento di qualsiasi forma di politica per la casa sul piano nazionale, è grazie a loro se Roma è oggi una delle metropoli mondiali con i prezzi più alti per l’affitto o per l’acquisto di una abitazione. Roma è una città che è stata deturpata e saccheggiata, dove gli unici soddisfatti, ma mai abbastanza, sono i soliti pescecani del cemento che dopo aver avuto tutto, si sono rapidamente ri-sintonizzati dalle frequenze del duo Rutelli-Veltroni su quelle del nuovo sindaco Alemanno e si preparano ad una nuova corsa all’oro. È proprio l’esponenziale crescita della rendita ad aumentare precarietà diffusa ed insicurezza sociale».
In questo contesto, i movimenti per il diritto all’abitare intendono rilanciare subito e con determinazione la sfida della battaglia per il diritto alla casa, all’abitare e al reddito, contro la svendita del patrimonio pubblico e le cementificazioni, per la realizzazione di un vero piano casa attraverso il recupero e l’autorecupero di caserme e spazi inutilizzati, l’acquisizione di alloggi sul costruito da sottrarre a nuove feroci speculazioni, la ridefinizione delle aree da destinare a Erp. «Però vogliamo farlo – continuano– dentro un ragionamento ed un percorso più ampio, comune e molteplice, in grado di liberare le energie necessarie non solo a non cedere neanche un millimetro di quello che abbiamo strappato in questi anni, ma riprendendoci tutto quello che ci spetta, con i movimenti di lotta per la casa, gli studenti, i migranti e i giovani precari, attraverso gli spazi sociali e i comitati di cittadini per costruire una metropoli inclusiva, dell’accesso e dei diritti contro una metropoli del valore e dello sfruttamento. Un’altra città possibile da riconquistare attraverso una nuova stagione di lotte e conflitti, strada per strada, metro dopo metro, libertà dopo libertà».
E’ di questa mattina la buona notizia del blocco degli sfratti esecutivi in programma per oggi al quartiere Pigneto–Prenestino. Action, i suoi attivisti e diversi manifestanti sono riusciti, attraverso una mediazione e cinque presidi, a far rimanere nelle proprie abitazioni almeno nove nuclei familiari, due dei quali composti da donne sole con figli minori a carico.






